Diritto di famiglianewsIl mantenimento dei figli prima e dopo il DDL Pillon

12/08/20190
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La normativa attuale sul mantenimento dei figli è costituita dall’art. 337 ter c.c.  nonché dall’art. 337 septies che si occupa, in particolare, dei figli maggiorenni.

Con il ddl Pillon entrambi gli articoli subiscono rilevanti modifiche. Vediamo quali.

Quanto alla prima norma si osserva che attualmente, nei procedimenti di separazione, divorzio e relativi ai figli nati fuori del matrimonio, viene prevista come regola l’erogazione di un assegno mensile dal genitore non collocatario a quello collocatario al fine di realizzare il principio di proporzionalità e la sua quantificazione avviene tenendo conto dei seguenti cinque elementi: esigenze del figlio, tenore di vita del medesimo, tempi di permanenza presso ciascun genitore, risorse economiche dei genitori, compiti domestici e di cura assunti da ciascuno di loro.

Il mantenimento diretto, invece, viene invece previsto solamente in quelle ipotesi – piuttosto rare – in cui entrambi i genitori si trovino in situazioni economiche del tutto equivalenti ed i figli trascorrano sostanzialmente lo stesso tempo con l’uno e con l’altro.

Il ddl Pillon ha invece introdotto il mantenimento diretto come regola, sia per le spese ordinarie che per quelle straordinarie, prevedendo che esso si realizzi mediante l’attribuzione di specifici capitoli di spesa a ciascun genitore, in misura proporzionale al proprio reddito, tenendo conto dei seguenti elementi: esigenze del figlio, risorse economiche dei genitori, compiti domestici e di cura assunti da ciascuno di loro.  La corresponsione invece di un assegno periodico – peraltro solo per un tempo determinato –  a carico di uno dei due genitori è possibile solo “ove strettamente necessario e solo in via residuale” ed in tal caso il Giudice deve indicare cosa devono fare le parti per giungere al mantenimento diretto ed i termini decorsi i quali cesserà la corresponsione dell’assegno.

Anche il mantenimento, così come l’affidamento, va disciplinato all’interno del piano genitoriale, vale a dire nel prospetto con il quale i genitori congiuntamente o il Giudice laddove non vi sia il consenso, disciplinano tutti gli aspetti della vita del minore.

Quanto ai figli maggiorenni economicamente non autosufficienti, il vigente art. 337 septies  prevede che, in tali casi, il Giudice possa disporre un assegno mensile da versare o al genitore presso cui il figlio risiede o direttamente al figlio medesimo. Con il ddl Pillon, invece, detto assegno, su richiesta del figlio maggiorenne, può essere disposto a carico di entrambi i genitori.

 

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